ON THE BREADLINE

ATENE

Ad Atene la parola pane è legata all’Istruzione e libertà come manifesto che unisce le diverse categorie sociali. Queste tre parole, slogan utilizzato durante la protesta del 1973 sono tornate a significare molto nel momento del disastro economico, cui non si accompagna solo l’impoverimento di settori sempre più grandi della società greca ma anche e, soprattutto, l’abbattimento dei diritti. ‘Pane, istruzione e libertà’. In Grecia, gli avvenimenti accaduti al Politecnico di Atene in quel lontano 17 novembre 1973 tornano ad essere di drammatica attualità e a segnare il percorso della breadline in questa parte di mondo.

Il progetto di residenza a Belgrado è curato da K-Gold Temporary Gallery e si avvale del patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene.

ON THE BREADLINE

K-Gold Temporary Gallery

K-Gold Temporary Gallery è una piattaforma nomade per l’arte contemporanea fondata nel 2014 nell’isola greca di Lesvos da Nicolas Vamvouklis per espandere la propria ricerca e pratica attraverso commissioni artistiche, mostre, spettacoli, programmi educativi e altri progetti artistici che mettono fortemente in relazione le comunità. K-Gold Temporary Gallery, oltre alle sue attività a Lesvos, collabora con istituzioni culturali in Grecia e all’estero, mentre nel 2015 ha ricevuto una distinzione di merito come Innovative European Citizen Initiative dalla Nantes Creative Generations.

K-Gold Temporary Gallery is a nomadic platform for contemporary art that was founded in 2014 in the Greek island of Lesvos by Nicolas Vamvouklis It focuses on collaborative approaches to cultural production within its locality and beyond by activating alternative spaces and offering artists and curators the opportunity to expand their research and practice through art commissions, exhibitions, performances, educational programmes and other artistic projects that strongly connect communities. K-Gold Temporary Gallery, beside its activities in Lesvos, collaborates with cultural institutions in Greece and abroad, while in 2015 it received a distinction as Innovative European Citizen Initiative by Nantes Creative Generations.

Nella realizzazione dell’opera è stato coinvolto il coro Kallitexnimata diretto da Maria Michalopoulou.
Il coro “Kallitexnimata” è membro dell’Unione dei Cori di Grecia, della Casa dei Cori Ellenici e del coro internazionale Interkultur. E’ composto da due dipartimenti, quello dedicato a bambine e ragazze dagli 8 ai 17 anni e quello dedicato alle donne dai 18 anni.Il coro è educato alla canzone corale polifonica secondo i principi di base del sistema Kodaly. Il coro ha partecipato a molti eventi culturali importanti nel suo paese e in altri paesi europei. A luglio 2017 il dipartimento femminile ha preso parte al Concorso Internazionale Open Competition organizzato da Intercultur a Riga, in Lettonia vincendo la medaglia di bronzo ; nell’ottobre 2018 partecipa al Festival corale e al concorso Claudio Monteverdi a Venezia, in Italia, in rappresentanza della Grecia, dove ha vinto la medaglia di bronzo.
Maria Michalopoulou è la direttrice del coro sin dalla sua fondazione, ed è la direttrice della casa editrice musicale Kallitexnimata, insegnante di pianoforte, direttore d’orchestra, educatore musicale e autore di libri musicali e pedagogici.

Atene Performance

73:19

Ho deciso di tracciare la mia linea del pane proprio di fronte la facoltà di Architettura: il Politecnico, luogo della protesta degli studenti nel 1973 che chiedevano pane istruzione e libertà. Alle 6 del mattino un gesto semplice, secco e silenzioso ha impolverato l’ingresso dell’Ateneo. Mi sono interrogata molto su cosa ha lasciato quella rivolta del ‘73: un cancello chiuso che nessuno può forzare più, dopo l’irruzione dei carri armati del regime dei colonnelli che hanno fatto mattanza. Ho cercato di tracciare quell’arco temporale che ha portato fino ad oggi, passando – simbolicamente con un gesto ripetitivo – anche per la crisi iniziata nel 2008. L’asfalto nero si è tinto di bianco. La farina cancella – un luogo battuto – e mette in evidenza allo stesso tempo una figura fisica. I corpi non hanno bisogno sempre di parole: è la presenza nello spazio pubblico, nelle piazze, nelle strade che diventa scomoda. La memoria resta attaccata come polvere di farina che non va via…

SOKRATIS

Il calcio unisce, separa anche e mette insieme. Ogni Nazionale ha la sua maglia. Ho scelto quella del capitano della Grecia Sokratis per un duello a tu per tu con l’Europa. Ho cercato – sotto il sole cocente che cade a picco sull’Acropoli a mezzogiorno – di giocarmela indossando i panni della Nazionale greca. Una partita tra Grecia ed Europa a suon di pallonate su un muro abbandonato di questa città che prende forma sui graffiti, sul quale ho disegnato – seguendo le mie misure – la bandiera della Comunità Europea. Il muro di cemento è duro, non fluttua al vento come si conviene.
Sokratis è un difensore ma in questo caso i ruoli non contano si invertono e continuamente tra attacco e difesa. La palla sbatte contro il muro, uno scambio di battute nel silenzio del mezzogiorno di fuoco tra Sokratis e l’Europa cementificata, lapidaria.