belgrado

Arrivata a Beograd! La città che mi ricorda Berlino e che sembra un po’ Istanbul, la dominazione ottomana è scritta negli edifici e nei piatti che ti servono a tavola.
È tutta così pulita, ordinata.. ho lasciato una Roma nel caos di una primavera che stava per sbocciare tra la spazzatura lasciata per strada e le ultime manifestazioni che ho fatto in città dall’8 marzo a quella del Clima con gli studenti dell’Accademia.
Ed è proprio dei questa proteste che sono venuta a cercare le voci, ho deciso di tracciare questa breadline e Belgrado è l’incipit, la mia prima tappa.Oggi in aeroporto mi sono resa conto – per la prima volta – che la mia immaginazione nuovamente sta prendendo forma, che grazie anche ad Italian Council io sono arrivata fin qui ed ho l’opportunità di dire e di raccontare. Sento la responsabilità di questo “privilegio” questo mi emoziona e mi rende impaziente di arrivare.
Il viaggio con Alitalia è tranquillo inutile nascondere che penso volo dell’Ethiopian Arilines di quella “parte sana del nostro Paese” che ora non c’è più… perché muoversi? Perché partire sempre? Ci sono delle vite che funzionano così, è non è un giare intorno a se stessi ma è un andare a cercare nell’altrove anche parti di sè. Perché come diceva il buon Troisi in ricomincio da tre chi parte sa da cosa scappa ma non sa quello che trova..

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